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 il secondo volume della saga

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flond
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MessaggioOggetto: il secondo volume della saga   Ven Feb 05, 2010 7:40 am

E anche il secondo volume della serie se n’è andato. Attenzione, spoiler!

Cominciamo con le note positive: la scrittura è migliorata, sebbene non è che siamo arrivati a vette di letteratura altissime ho notato dei piccoli miglioramenti, assestamenti che mi hanno fatto piacere. Più che refusi (del genere la parola amico ripetuta 15 volte in un paragrafo) ho trovato ripetizioni asfissianti di interi brani, come se l’autore fosse convinto che il lettore sia un ritardato mentale che ha bisogno di sentirsi ripetere la stessa cosa per quattro vote prima di afferrare il concetto. Goodkind, ti do questa notizia, mediamente noi lettori siamo più intelligenti di un bradipo morto. Così. Giusto per tua informazione.

Comunque do merito all’omino che in questo secondo volume i personaggi mi sono sembrati un po’ più coerenti. Come dicevo prima mi pare che l’autore abbia preso le misure e anche Kahlan, che comunque passa sempre da damigella in pericolo a supercazzutissima madre confessora che farebbe tremare anche darth fener mi pare più amalgamata. Per lo meno questa volta i suoi drammi interiori li tiene, appunto, interiori e quindi mi piace di più.

Richard… Richard, poverino, è l’eroe per caso di questa saga, nel senso che lui fa le cose, salva il mondo, ma non ha idea di come cacchio abbia fatto a farlo. Sarebbe il personaggio ideale di una sitcom, più ancora che di un tf di avventura…
Zedd ha un ruolo marginale e la sua storia, lui che perde la memoria e che deve raggiungere kahlan e Richard, viene letteralmente buttata in mucca durante il finale (o vogliamo dire che il finale in generale è buttato un po’ in mucca???)
Perché ecco, questo libro funziona abbastanza bene fino a settanta pagine dalla fine, pur con la sua narrazione lentissima, di quelle che ogni tanto sollevi la testa dal libro e pensi “ma cacchio, Tolkien in 900 pagine ha fatto quello che ha fatto, e noi stiamo ancora qui con sto collare al collo da 500 pagine??? Ma va bene, sono disposta ad accettare anche queste lungaggini e questa dilatazione infinita del tempo, ma poi, quando stiamo arrivando verso la fine, le pagine nella mano destra si assottigliano e tu cominci a pensare che non vedrai la fine di questa storia ma dovrai leggerti il volume successivo… ecco che le cose prendono un accelerazione improvvisa: Zed prima era in viaggio per incontrare delle incantatrici che guarissero lui e Adie, poi è in una carrozza che ha perso la memoria, poi lo ritroviamo nel mastio del mago, incazzato come una bestia che condanna a morte kahlan, poi lo rivediamo che si siede vicino alla depositaria, le offre il tè e cerca di consolarla. EEHH??? Ma tutto quello che ci sta nel mezzo? Sembra che Goodkind abbia schiacciato il fast foward sul video e sia andato avanti a velocità triplicata. E stessa cosa per kahlan, che prima è condannata a morte e salvata per il rotto della cuffia, poi ritroviamo in salvo lontano e solo dai discorsi dei personaggi capiamo che Zed ha fatto un incantesimo di morte, ha fatto in modo che tutti la credessero decapitata e quindi l’ha fatta scappare facendola vivere come un testimone protetto. E tutto questo lo scopriamo in un paragrafo, più o meno come ho scritto io qua sopra. EEHH??? (mi ripeto, lo so…)
Infine Richard, che passa 800 pagine a sentirsi dire quanto sia impossibile la sua impresa, quanto complicate siano le cose, e poi in 50 pagine distrugge il confine che separa vecchio e nuovo mondo, recupera la pietra delle lacrime (convenientemente a portata di mano, se consideriamo che il confine si suppone sia lungo centinaia di chilometri), raggiunge il palazzo del popolo, ammazza la strega che ha aiutato suo padre, chiude le porte in faccia al guardiano, ri-uccide darken rahl, e si toglie il collare (anzi, il collare gli cade proprio di dosso da solo…) il tutto con una facilità disarmante, con la spada che fa tre quarti del lavoro per lui e lui che, semplicemente, mette il pilota automatico, lasciando alla spada il controllo mentre questa lancia fulmini a destra e sinistra, bianchi e neri. Insomma, un finale che frettoloso è dir poco, anche perché dopo aver sconfitto il guardiano (e sempre in quelle 80 pagine o giù di lì) Richard deve ancora raggiungere l’amata, scoprire che è morta, uccidere l’intero consiglio, disperarsi e pensare al suicidio, poi ricredersi, miracolosamente, e andare a cercare le ultime informazioni sugli ultimi attimi di vita di kahlan e scoprire che non è morta. Quindi, aiutato da denna, incontrare la depositaria in una terra di mezzo (ogni riferimento è casuale…) tra i mondi e copulare con lei selvaggiamente.
Vabbè… son contenta per loro. Almeno 900 pagine son servite a qualcosa…

Tra le cose positive di questo volume indubbiamente c’è la lunghissima sequenza di kahlan che guida la battaglia contro l’ordine imperiale. La guerriglia, l’idea del sacrificio in guerra, la vendetta, sono tutte idee che ho apprezzato. Anche le nuove informazioni su Adie non mi sono dispiaciute, anzi il suo passato è intrigante e la storia con Zed molto dolce. Il punto debole del libro rimane Richard che fa le cose troppo a caso e che, adesso, ha anche la scusa perfetta: la sua magia viene dall’istinto quindi in pratica lui non deve ragionare ma solo lasciarsi guidare da idee che gli vengono all’improvviso, anche se non hanno ne capo ne coda. How convinient per un autore…

Nonostante questa recensione poco lusinghiera leggerò comunque anche gli altri libri (almeno il terzo, per il momento), per diversi motivi. Primo fra tutti voglio vedere come il libro parla di cara. Me la tiro avanti da mezza stagione nel tf e ora voglio sapere com’è in originale questo personaggio; secondo perché qualcosa di buono c’è (vedi le scene di battaglie o le violenze esasperate che per una con il mio gusto macabro sono tanto carucce); terzo perché dal primo al secondo ho notato un miglioramento nello stile, quindi forse goodkind è uno che se la prende molto comoda; quarto perché cmq anche i cattivi libri servono, tanto quanto quelli buoni, altrimenti non si saprebbe mai perché i buoni libri sono tali (o quanto lo sono); quinto perché sono cmq libri che sono lenti nella narrazione e nello stile ma non sono pesanti, quindi la lettura è tutto sommato veloce (è un controsenso solo in apparenza, se avete letto i libri sapete di cosa parlo).
Bastano come motivi???
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