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 LA MORTE DI JACKSON

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Sietta
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MessaggioOggetto: LA MORTE DI JACKSON   Mer Lug 08, 2009 7:20 pm

LA MORTE DI JACKSON


Il ricordo di Anjelica Huston
"Un bambino sincero e fragile"
Intervista all'attrice, che aveva girato con lui un corto per Disneyland. "Lo avevo rivisto un mese fa, mi disse che gli avevano rubato un sogno. E' morto di crepacuore"
LOS ANGELES - "Michael era come uno sciamano capace di penetrare nei tuoi sogni. Un essere unico al mondo. E' morto di crepacuore". Così dice Anjelica Huston, che nel 1986 aveva lavorato con Michael Jackson nel cortometraggio in 3-D Captain Eo, diretto da Francis Ford Coppola e realizzato per Disneyland e DisneyWorld. Un film in cui la Huston interpretava una strega contro la quale Jackson, nel ruolo dell'eroe del titolo, si batteva salvando l'umanità. L'attrice, 58 anni, figlia del leggendario regista John Huston, aveva appena cominciato a riprendersi dal dolore per la scomparsa, lo scorso dicembre, del marito, lo scultore Robert Graham, quando ha saputo della morte di Jackson. "Un altro terribile lutto - dice, raggiunta nella sua casa di Venice - per lui nutrivo un affetto speciale."




Signora Huston, come ricorda Michael Jackson al tempo delle riprese di Captain Eo?
"Ricordo la prima volta che è arrivato sul set, alle cinque del mattino, era già truccato, bellissimo, un po' androgino, vagamente alieno. Ero strabiliata".

Lo conosceva già?
"No, lo avevo visto solo sui giornali o in tv. Ma di persona era diverso. Faceva impressione, in senso positivo intendo. Il modo in cui lavorava, la sua professionalità, il perfezionismo con cui studiava ed eseguiva ogni coreografia e canzone era ammirevole. Io dopo due ore di trucco cominciavo a spazientirmi, lui non batteva ciglio. Mi prendeva la mano e mi calmava subito".

A quel tempo Michael era una mega- superstar. Si notava?
"Eccome! Sul set disponeva di una gigantesca roulotte e veniva seguito da un avvocato, dal manager e da guardie del corpo. Aveva il suo chef personale, era come uno sceicco. Ogni giorno riceveva visite di star: il primo giorno di riprese venne a trovarlo Sofia Loren, poi Elizabeth Taylor e praticamente tutte le più grandi dive di quegli anni".



Diventaste amici?
"Si. Lui era molto dolce e timido. Mi invitava a pranzare nella sua roulotte, dove si divertiva a guardare in tv i cartoni animati. Per certi aspetti era, in effetti, come un bambino, cresciuto solo nel fisico, un vero Peter Pan, introverso ma anche eccentrico, elettrizzante, si caricava a mille davanti al pubblico".

Era bravo a recitare?
"All'inizio stentava a esprimere sentimenti come la rabbia, come se nel suo dna non esistesse quel gene. Sapeva invece esprimere il dolore e la tenerezza. Ricordo la mattina in cui, dopo una settimana di macchina da presa rivolta su di me, avremmo dovuto girare le sue scene, ed ero irritata perché aveva preteso che io, pur non essendo "in camera", recitassi le mie battute completamente truccata e vestita da strega. Eppure, nel momento in cui lui salì sulla piattaforma e cominciò a cantare e ballare, il mio cuore iniziò a battere forte, mi vennero i brividi. Una magia, una forza della natura. Un'esibizione di puro talento che non avevo mai visto prima".

Lo aveva rivisto di recente?
"Dopo Captain Eo l'ho incontrato solo di rado... Ma, ironia della sorte, l'ho visto circa un mese fa, per caso, nello studio del nostro dermatologo, Arnie Klein. Ci siamo abbracciati e ci siamo rinchiusi in una delle stanze dello studio a chiaccherare per un paio d'ore. Abbiamo parlato di quanto si era sentito umiliato con l'accusa di molestie sessuali. E del dispiacere per la perdita di Neverland, dove aveva vissuto tanti anni".

Cosa le disse?
"Ricordo le sue parole: 'Hanno rovinato il mio sogno. Avevo questo sogno, magari infantile e sciocco, di un luogo concepito per celebrare l'innocenza di quell'infanzia che non ho mai avuto, e me l'hanno tolto. Io amo i bambini, non potrei mai fare loro del male. Ho passato tutta la vita ad amarli e cercare di fare cose buone per loro. Una diffamazione, quella di aver fatto dal male a un minore, che mi spezza il cuore. Un dolore insostenibile, sono accuse ingiuste e terribili...'. Mentre diceva queste cose si mise a piangere. Lo strinsi tra le mie braccia. Era così magro e fragile..."

Le parlò dei progetti futuri?
"Mi disse che stava prepaparando i concerti di Londra. Gli dissi 'ti consiglio di non cancellare nemmeno una serata, se no ti massacrano'. Mi rispose 'lo so, per questo mi sto preparando al meglio, perché altrimenti non avrò più speranze di tornare e di farmi amare'. Era magro e pallido, ma con tutto il trucco che aveva, perfino per andare dal dermatologo, non si capiva cosa ci fosse sotto. Una cosa posso dire: si sentiva in lui tanto dolore per il passato e tanta ansia e incertezza per il futuro".

Cosa crede che davvero abbia ucciso Michael Jackson?
"Michael aveva il cuore a pezzi. Per questo è morto. Certo, con l'autopsia troveranno chissà quante cose, farmaci e così via. Ma la verità è che gli hanno spezzato il cuore".

Che eredità lascia?
"Michael ha cambiato il mondo. Ha cambiato tutto nella vita degli afroamericani, provando che non esiste barriera tra il bianco e il nero. Lui era davvero sia bianco che nero. Ci sono stati altri come Elvis Presley, ma mai come Michael Jackson. Aveva qualcosa di extraterrestre che nessun altro aveva, e nessun altro avrà mai".




Su quest'ultima frase avrei qualcosa da ridire, vorrei sapere chi sono questi altri Elvis Presley di cui parla La Houston!...Mah!...Di Elvis ne esiste uno solo, come di Jacko, quindi non capisco cosa intenda dire.
Elvis è stato l'apripista per molti cantati, come i Beatles, e lo stesso Jacko, ha cambiato la storia della musica, e come disse Jhon Lennon:< Prima di Elvis non c'era niente!>
Adesso che è morto il re del pop siamo diventati tutti fans di Jacko, e tutti gli altri sono una cacatina di mosca!...Mah!...Quanto odio il lecca culismo!
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Capricorno Numero di messaggi : 2919
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MessaggioOggetto: Re: LA MORTE DI JACKSON   Gio Lug 09, 2009 6:34 pm

Ma infatti Comy.
Ora tutti fans improvvisati di Michael.
Per chi come me,ascoltava la sua musica da quando era molto meno che adolescente,tutto questo è inconcepibile.
Gente che non conosceva nemmeno un suo brano,e che oggi ascolta senza sosta i grandi successi,che legge e si documenta su fatti mai accaduti o su frasi mai dette.
Michael Jackson è stato il mio primo e grande idolo,ha saputo emozionarmi e commuovermi,esaltarmi e rendermi felice.
Non sopporto tutto questo putiferio,solo ora che è morto.
Michel è stato sempre un Artista,e per molti sembra esserlo diventato solo ora che non c'è più.
Grazie per ciò che hai riportato Comy.


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Sietta
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Ariete Numero di messaggi : 345
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MessaggioOggetto: Re: LA MORTE DI JACKSON   Gio Lug 09, 2009 6:51 pm

Figurati Manu, sentivo di dire la mia al riguardo, poi io sono una fan di Elvis fin da quando ero una ragazzina e mi girano un pò quando si inizia a fare certi paragoni con un cantante o con un altro, ognuno di loro ha un suo stile inimitabile ed è per questo che saranno per sempre immortali!
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Capricorno Numero di messaggi : 2919
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MessaggioOggetto: Re: LA MORTE DI JACKSON   Gio Lug 09, 2009 8:07 pm

Ma infatti Comy,poi credo che dove ci siano paragoni,non solo non li rispecchino.ma è evidente che l'artista paragonato non vale nemmeno la metà dell'originale.
Vedi Justin Timberlake,che per quanto mi riguarda,se fosse sparito insieme agli altri degli n'Sinc,non sarebbe mancato a nessuno.
Ed è stato paragonato spesso a Michael,ma per lui,più che un termine di paragone,userei quello di copiatura...c'è da andare ben poco fieri nell'essere il clone riuscito male di un Artista intramontabile,che nemmeno la morte potrà mai cancellere!


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Sagittario Numero di messaggi : 348
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MessaggioOggetto: Re: LA MORTE DI JACKSON   Ven Lug 10, 2009 2:28 pm

Vabbè ma è un classico ,quando muore un mito , il mito diventa leggenda...
Da orco è passato a martire (mi riferisco alla stampa) prima tutti a dargli del pedofilo adesso tutti a dire che era solo un eterno Peter pan ,un ragazzino fragile nel corpo di un uomo....fino a 3 settimane fa tutti a pensare che si vergognava delle sue origini e quella motivazione l'aveva spinto a "sbiancarsi" ,adesso a distanza di pochi giorni i tutto il modo sa che in realtà si trattava di una malattia della pelle (la vitiligine) il ragazzo che l'aveva dununciato ha ritrattato tutto dicendo che era stato costretto dal padre , gli stessi giornalisti che gli avevano causato tanto dolore(imbarazzo e vergogna) adesso pronti a santificarlo... la Famiglia che l'aveva abbandonato a se stesso adesso tutta unita e addolorata per l'improvvisa scomparsa del loro caro , quel bast.ardo del padre manco il tempo di metabolizzare la notizia della morte del figlio che era già in giro a ridersela con lo stesso reverendo che sembrava tanto addolorato durante il funerale...in tutta questa falsa gli unici sinceri erano i figli ,i fans ,e forse e ripeto forse la sorella Janet... per quanto riguarda il fatto che adesso anche chi nn era fans lo è diventato.. meglio cosi'! con il ricavato delle nuove vendite almeno potranno pagare i debiti che aveva accumulato, con la speranza che quei soldi vadano ai figli e non alla sua famiglia di m.erda....
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Capricorno Numero di messaggi : 2919
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MessaggioOggetto: Re: LA MORTE DI JACKSON   Ven Lug 10, 2009 8:56 pm

Ti quoto in pieno ROC!


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Cancro Numero di messaggi : 1298
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MessaggioOggetto: Re: LA MORTE DI JACKSON   Sab Lug 11, 2009 4:27 pm

Io lo ascolto da quando ero piccolissima, le sue canzoni mi sono sempre piaciute, le ascoltavo quando era vivo, mentre lo accusavano, le ascolterò ora che è morto.
Sinceramente non ho mai ponderato troppo su Micheal Jackson come persona, non lo conoscevo, cosa avrei potuto dire o pensare anche a discapito di quello che dicevano di lui?
Di fatto è stato è sarà sempre un grandissimo artista.
Quelli che ora parlano e dicono cose che non pensavano prima, sia in bene che in male, sono solo dei buffoni.
Non bisogna per forza amarlo o odiarlo, l'importante in ogni caso è la coerenza.
Detto questo che riposi in pace.
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MessaggioOggetto: Re: LA MORTE DI JACKSON   Oggi a 4:23 am

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